Storie di auto e di famiglia... "dalle fiat 1100 alle Opel kadett" i racconti e le memorie di Carlo Carugati ripercorrono periodi e costumi dal 1955 agli anni 80... il 1988
 
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Dalle Fiat 1100 alle Opel Kadett storia d’auto e di famiglia
Cap. 9 Il 1988

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Honda 400 Four

Il Capodanno 1987 si era concluso a casa di Vivarelli, amico ed ex collega di Brescia Telenord, ove Giuliano aveva confermato l’intenzione d’ordine di una Kadett 1.3 Club SW mistral grey, ordine a cui diedi seguito nei giorni successivi.
Questo evento mi dà lo spunto per una veloce analisi di mercato di quello che fu il fenomeno di sviluppo delle SW, che proprio dal 1987 vide una sensibile crescita della domanda. Una moda? Sì, certamente, ma il fattore “in” non è sufficiente a spiegare come le versioni “familiari” o giardinetta, una volta reputate solo veicoli da lavoro, nel giro di poco tempo si erano ritagliate una posizione importante nella fetta delle vendite di un singolo modello. La risposta la si trova nel fatto che ad una proposta di vetture Station Wagon più attraenti il pubblico aveva replicato con una domanda sempre più alta. La Kadett Club SW con alcuni piccoli accorgimenti, già citati, come i sedili sportivi avvolgenti con disegno scozzese, cerchi sportivi, mancorrenti sul tetto, uniti ad una gamma colori nuova ove il mistral grey fu il colore più richiesto, un rapporto qualità-prezzo più competitivo, furono quell’offerta che stimolò la domanda.  La Kadett Station Wagon o Caravan fu la vettura leader nel segmento C, con una percentuale del 34,3 %. Se vi dicessi cosa la seguiva non ci credereste.
Ebbene sì, in seconda posizione la Fiat Duna Weekend con il 28,6 % nel segmento C, seguita con il 24,5 % dall’Alfa 33 Giardinetta.  Infatti mio cugino Alberto, volendo pensionare l’Alfasud L bianca che gli avevano passato i genitori, quando avevo dato loro a fine 1983 la mia Delta, sebbene avrei potuto trattarlo meglio per una Kadett, mi chiese di procurargli un’Alfa 33 Giardinetta, sempre bianca (ogni famiglia ha i suoi colori ).
A questo punto facciamo anche un consuntivo vendite nel settore auto per il 1987.  1.976.541 vetture immatricolate in Italia era per il momento un record storico che poneva il nostro paese come uno dei grandi mercati europei.  La Lancia, parlando dei costruttori italiani, aveva superato per la prima volta la soglia del 10%, grazie ad Y10, Prisma e Thema (+30%). Tra le marche estere, Seat con l’Ibiza aveva anch’essa migliorato del 30% le performances del modello (disegnato da Giugiaro), ma anche la Marbella (versione Seat della Panda 1^serie) si era ben difesa. Anche Citroen aveva mostrato un andamento in crescendo grazie alla BX (delle quali il 50% a gasolio) ed il successo arriso alla piccola AX. Per noi della Opel il 1987 non aveva portato miglioramenti. Sempre fermi al 3%, a consuntivo portavamo addirittura un -0,29% con una perdita di 909 vetture a livello nazionale. Per il 1988 si confidava nel consolidamento d’interesse per la Kadett station wagon, e le nuove motorizzazioni diesel della Corsa. Come Saigarage filiale di Brescia, avevamo fatto invece una cinquantina di vetture in più e grazie alle politiche di smaltimento dell’usato in maniera veloce, grazie ad una rete di commercianti affidabili del sud, non avevamo grandi stock di usato da smaltire, tanto che spesso ci arrivavano bisarche di veicoli dalla sede di Milano, ove con sconcerto notavamo che le quotazioni di ritiro dei colleghi era più elevate delle nostre.  Arrivarono anche alcune Opel Rekord 2.0 GL benzina ex noleggio AVIS, dotate di cambio automatico, aria condizionata ed autoradio. Mi venne proposto di passare la mia Ascona 13 GL al Rag. Taetti che aveva una sua personale Fiat 131 supermirafiori 1300 bianca del 1979.  Probabilmente avevano barattato un aumento dello stipendio con la fornitura dell’auto aziendale.  Mi proposero di prendere una di quelle Rekord ex Avis.  Sebbene non fosse una vettura nuova (che potevo avere per diritto), l’idea della Rekord con cambio automatico non mi spiacque per niente e ne scelsi un’antracite con interno beige.  Ebbi l’autorizzazione di prepararla come da mio standard, quindi una sana pulizia e lucidatura da parte della Carrozzeria Zaniboni, tagliando di controllo e sostituzione di due pneumatici anteriori che erano ovalizzati. Devo dirvi che a distanza di 25 anni, sebbene non abbia purtroppo fatto una foto alla vettura, ho in mente il risultato che, grazie anche all’accoppiamento del color antracite con l’interno chiaro. sortiva un effetto di tutto rispetto. Fu proprio con la Rekord che il 15 febbraio ( a Brescia festa patronale dei ss. Faustino e Giovita ), in compagnia del Viva, consorte e figlia, andammo a Venezia per il Carnevale, in una bella giornata di sole ove realizzammo due filmati, da angolazioni diverse, delle calli invasi di maschere.  Proprio mentre eravamo a Venezia arrivò in sede la bisarca con la Kadett del Viva (fortunatamente ritirate dal buon Zaniboni che era in Carrozzeria per terminare un lavoro che doveva consegnare con urgenza). Auto nuova anche per Brescia Telenord dalla quale ritirai la storica Kadett D 1.0 S Caravan targata nel 1982

e fornii una nuova 1.2 LS Caravan.
Si dice che il tempo è galantuomo. Riguardando i dati a distanza di tempo, si scoprono delle cose che a sensazione non si sarebbero mai immaginate. Il Gennaio 1988 fu un ottimo mese come immatricolato. Ai tempi era un classico, in quanto la gente aspettava gennaio per avere l’auto fresca di targatura, in modo che cambiandola nei primi anni, la vettura guadagnava un anno. Ma a gennaio 1988 si era sfondato il tetto delle 200.000 vetture immatricolate in Italia e sapete una cosa che mi ha fatto sobbalzare? Guardando i dati delle immatricolazioni, la Kadett si fermava a 3750 vetture, in gennaio. Sapete chi c’era prima della Kadett? Sì, ancora lei: la Fiat Duna, con 3800 vetture. Ecco che, sebbene oggi tale vettura non trovi consensi e riceva “apprezzamenti”critici anche pesanti, dal punto di vista commerciale ebbe una sua validità all’epoca, visti i risultati. Probabilmente, possessori di Fiat tre volumi come Fiat 128 od ancora Fiat 1100, persone ultra sessantenni, magari appena pensionati, trovarono una risposta moderna in questa vettura, con dimensioni analoghe e la conosciuta cilindrata di 1116 cc, alla sostituzione delle loro auto. Del resto il parco circolante in Italia, in questo periodo,ed in particolare nelle provincie, era sulla media dei 14 anni e quindi in lista d’attesa per essere sostituito.
In verità anche noi in Opel avevamo la nostra “Duna”, ossia la Corsa 4 porte, tra l’altro dal costo anche più contenuto, ma non intercettammo con questa i clienti Fiat sopra citati, ma solo clienti ex Kadett B – C e clienti Simca 1000.
In febbraio trovai un acquirente per la Rekord.  Come solitamente capita per le mie vetture, il potenziale cliente vide la vettura al mattino, tornò nel pomeriggio per provarla, mi chiese di allungare la strada fino a casa sua per vedere se entrava in garage e tornai con il contratto.  A questo punto mi proposero la Kadett 1,3 LS 4 porte. Potevo scegliere il colore tra quelle disponibili e per fortuna vi era il mio colore preferito, il Marseille Red. Solo che la Kadett LS, con quelle borchie, mi rendeva “molto triste”.  Pensai così di realizzare una “Club” 4 porte. Feci mettere sul bordo alto della fiancata la finitura a doppia rigatura nera. Sui due paraurti feci aggiungere la striscia argentata e poi scambiai i cerchi e pneumatici della mia con quelli di una Club venduta ad una falegnameria che voleva risparmiare il più possibile. Montai un mio impianto autoradio et voilà avevo creato (almeno esternamente) una Kadett Club 4 porte.   
Agli inizi di aprile ci fu una iniziativa della Opel nei confronti della Omega che mi vide coinvolto nella gestione dell’operazione. I potenziali acquirenti Omega venivano invitati a prenotare un test drive della vettura di un giorno. A tale scopo avevamo immatricolato una recente Omega 20i CD berlina dotata della nuova strumentazione digitale, di colore Smoke Grey. Io ebbi l’incarico di gestire le prenotazioni ed al rientro della vettura verificare che la vettura fosse integra e la mattina portarla a far lavare prima di arrivare in sede. Questo significava avere a disposizione la sera la vettura, cosa che non mi dispiaceva affatto. Fu così che la sera dell’8 aprile la utilizzai per andare ad ascoltare un Concerto di musiche di Bach all’Eremo di Bienno in Valcamonica.  Nella seconda parte del concerto suonava al pianoforte mio fratello Raffaele ( la sua prima uscita pubblica ). Bella cornice serale all’Eremo di Bienno, illuminato per l’occasione, ottimo il concerto, delicato e piacevole, ma devo essere sincero: il fatto mi è rimasto impresso nella memoria per l’esperienza serale, su un percorso più lungo del solito, fatta con l’Omega 20i CD benzina. La qualità della vettura era notevole, la silenziosità, la maneggevolezza e, a cesellare quest’atmosfera, la strumentazione digitale che dava la sensazione di essere al volante di un’astronave.  
Cambiando argomento, vi avevo accennato al mio interesse per la Biturbo iniezione. Un colpo alla mia curiosità arrivò una mattina, quando mi chiamò il Capofficina della Golden Car, Bianchini, dicendomi che era in zona con una Biturbo i e mi invitava a provarla.  Risposi entusiasticamente di sì. Venne a prendermi in Saigarage con un Biturbo i coupè azzurro avio con interno blu. Mi fece vedere che, staccando una candela, la vettura non si scomponeva. Naturalmente la prova fu piacevole, perché il Biturbo già lo conoscevo e questa era solo un miglioramento, in particolare per l’uso nel traffico urbano, ossia si doveva meno usarla come una motocicletta.

Foto ricordo davanti al “Valentino” dopo la visita al 62° Salone Internazionale dell’Automobile di Torino

Domenica 24 aprile con il Biturbo ci recammo a visitare il 62° Salone Internazionale dell’Automobile di Torino, la terza edizione ormai al Lingotto.  Lì conobbi per la prima volta di persona il mitico Ermanno Cozza che stava illustrando, allo stand Maserati, ad un potenziale cliente, l’ultima novità: la Maserati 222 che mi si disse andava a sostituire il Biturbo. Sarà stato il colore bianco, sta di fatto che la vettura mi lasciò perplesso dal punto di vista estetico. Bello l’interno con i sedili anteriori più avvolgenti. Bello lo schienale posteriore ove ritornavano i poggiatesta posteriori. Ottimo l’inserimento del climatizzatore automatico. Bella la nuova mascherina anteriore più morbida. Vi erano però due particolari che non mi persuadevano.  Lo spoiler posteriore (come sulle SI) e le cornici dei fari anteriori verniciate di antracite metallizzato anziché argentate.  Il prezzo annunciato parlava di 40.000.000 di lire che era un bel balzo dai 36.000.000 della Biturbo I.
Mi posi la domanda se vi fosse ancora disponibile qualche Biturbo I nuovo da immatricolare. Parlatone con Bianchini, chiamarono in mia presenza in Maserati ove una signora di nome Anna rispose che ne erano rimaste due. Una era di colore oro vecchia Modena e l’altra era una vettura di prova verniciatura che era stata approntata con il nuovo colore, previsto per la 222, Soft Grey. La cosa poi che mi dicevano particolare è che questa vettura aveva l’interno del 222. Forse però con il clima manuale. Mi proposero di dare in permuta il mio Biturbo + 21.750.000 lire. Considerando che Quattroruote quotava la mia vettura del 1983 13.500.000, e che un 1984 era quotato 16.500.000, considerando che la mia era un settembre 1983 e che aveva 25.000 km diciamo che eravamo nei parametri.
Preso dall’entusiasmo, anche di avere una vettura esclusiva, ordinai la Biturbo I, versando una caparra di 1.750.000 lire. Tutto contento corsi a casa a dare la notizia alla moglie….  Fulmini e saette, è proprio vero che è solo sbagliando che si impara.  Questa volta “forse” avevo esagerato ?  Pare di sì. Dovetti rispondere della mia azione, ai miei genitori ed ai suoceri.  Dovetti rientrare nei miei propositi e lunedì mattina disdettare l’ordine.  Non tentai nemmeno di richiedere indietro i soldi versati. Avevo toppato e valeva la pena chiuderla lì. Mi dissero che speravano che in Maserati gli convertissero  l’ordine da quella Biturbo i ad una 222, cosa che infatti fu, perché un mese più tardi vidi circolare una 222 aziendale di colore Soft Grey, sicuramente proveniente dal mio ordine.
A distanza di tempo credo che certamente avrei potuto evitare di perdere quei soldi, ma alla fine delle finite è stato meglio spendere quei soldi che acquistare quella Biturbo I.  Con il Biturbo che ho (e che va meglio oggi che allora) ho risparmiato cinque anni di bollo + i 20.000.000 di lire non spesi. 17.000.000 di lire se consideriamo che oggi una Biturbo I vale 1500,00 euro in più della mia a carburatori.  Invece una curiosità mi rimane nella testa: che fine avranno fatto quelle due ultime Biturbo Iniezione ?
A recuperare quanto perso, mi venne buono l’amico carburatorista Marcello, preparatore delle mie vetture, che mi chiamò dicendomi che un suo amico, allora barbiere a Caino, era interessato alla mia Alfetta 1,6 del 1980. Venne a vederla, la provò e concludemmo l’affare, anche perché recuperavo i soldi investiti nell’Alfetta, in più mi entrava praticamente gratis una Alfetta 1800 1^ serie blu olandese, con interno in texalfa beige del 1973. La vettura sarebbe stata da preparare, ma in quel momento preferii farla lavare bene dentro e fuori, telaio e motore e proporla in vendita al distributore di carburante sotto casa. La vendetti in una giornata ad un extracomunitario del Villaggio Prealpino.  Certo oggi sarebbe stato il caso di tenerla e restaurarla, ma allora si trattava di una vettura di 15 anni, senza particolare valore e con un costo di tassa di proprietà che già allora aveva il suo peso. Rimisi quindi in circolazione il Fiat 1100 103 Special del 1962. Nel contempo mi venne a trovare un mattino un cliente interessato ad una Guzzi  V7 Special che aveva ritirato il mio capo. Parcheggiò davanti alla vetrina la sua motocicletta che voleva darmi in permuta. Si trattava di una Honda 400 Four blu del 1977 con 8.000 chilometri originali, praticamente nuova.

Non avevo mai avuto una motocicletta e mi innamorai di questa Honda, tanto che proposi al mio capo di prenderla io. Non ci furono obiezioni.  Solo che non volli al momento assicurarla e mi portò a casa la moto, con la targa in prova sulle spalle, il buon Ferla.  Per fortuna avevo la cantina a piano terra e la moto vi entrò a misura.  Questa volta la moglie non ebbe da obiettare, visto che investivo i soldi guadagnati dalla vendita dell’Alfetta.  Così presi confidenza con il “mezzo”, che aveva un bel sound, nella via di casa.  Passai più tempo a pulirla che ad usarla tanto è vero che non l’ho mai usata davvero e pertanto mai assicurata.  Però era un bell’oggetto ed al momento andava bene così.
Per le vacanze estive, a parte tre giorni al mare al solito posto a Rivazzurra in chiusura delle vacanze al mare dei miei, quell’anno si decise di partecipare ad un viaggio organizzato  di sette giorni ( dal 17 al 24 luglio ) in Russia tra Mosca e Leningrado. Furono sette giorni pieni ove io, ancora dotato di spirito televisivo, vissi questi momenti, nella maggioranza, in bianco e nero, visto che la video camera video 8 della Sony aveva il view finder in bianco e nero. Dal punto di vista amatoriale- automobilistico rammento di avere intravisto in alcune zone di periferia delle Moskvich su progetto Opel Kadett anteguerra del classico bluette medio ed in un grande magazzino trovai una serie di modellini in scala 1:43 di cinque versioni delle Moskvich “moderne” + una Innocenti IM 3. Collezione che naturalmente acquistai al volo.  Ad agosto invece tre giorni ( dal 9 all’ 11 ) con l’Ascona 1600 in Val Pellice.

Nuovo raduno invece con il 1100 Special nel corso della Fiera di Carpenedolo con puntata ad Acquafredda.

Foto durante la sosta ad Acquafredda

In questo periodo la mamma si trasferì in Svizzera alla Clinica S. Rocco di Grono per un’ operazione (che in Italia al momento non era eseguita), all’anca con protesi al titanio.
Nel mentre si aveva una certa apprensione per l’imminente operazione, sul lavoro cominciarono delle scaramuccie tra il Capovendite ed il Procuratore di Filiale.
Qui la scaletta dei tempi dà il senso della tensione del momento:
Il 12 settembre la mamma venne operata dal dott. Ernesto Frick (tutto ok!).
In quella settimana feci una consegna per conto del Capovendite (che dovette assentarsi ) ad un suo cliente che mi rimase impressa, in quanto andai a consegnare una Kadett 13 LS 4 porte argento, e ritirai una Kadett B 4 porte lusso bianca con interno rosso del 1970. Accompagnai il proprietario con la sua Kadett a firmare purtroppo la radiazione, seppi poi, di questa vettura, che era in ordine e ben funzionante, tanto che il proprietario mi disse, che non aveva mai visto andare così bene la sua Kadett come da quando la stavo guidando io. Purtroppo non potevo salvarle tutte…
Il 17 settembre ritorno a Grono a trovare la mamma (tutto bene); uscirà poi il 24 settembre.

Foto ricordo della visita a Grono del 17 Settembre 1988

Il 19 settembre ci confermano che è organizzato per il 25 settembre sul Circuito di Monza il 1° Opel Day ove il Saigarage è presente in forza con tutte le sue sedi milanesi ed anche noi parteciperemo con le nostre vetture.  Vengono invitati amici, clienti, potenziali clienti per questo evento dove potranno provare su pista le varie vetture proposte: dalla mia Kadett 1,3 LS 4 porte alla nuova Cadillac Seville in dotazione all’Amministratore Delegato.  La giornata di sole gratifica gli ospiti e ritorniamo alla sera stanchi, ma “premiati” da un attestato di partecipazione.

A fine settembre al Salone di Parigi viene presentata la Vectra, vettura che va a sostituire dopo 17 anni l’Ascona che era arrivata alla 3^ serie.  La vettura già dalle prime foto promette bene: forme morbide, secondo i canoni estetici che hanno ispirato le ultime creazioni del Centro stile Opel (Omega docet). Frontale basso e ben profilato, padiglione leggermente arrotondato, terzo finestrino laterale fisso.
Ma il 1° ottobre vi è un piccolo terremoto nella nostra Filiale. Come dicevamo tra noi dipendenti, “viene giù Milano”, ossia l’Amministratore  Delegato con altre due persone. Si rinchiudono nell’ufficio del Procuratore di Filiale.  Dopo un’ora escono e mentre stavo parlando con un cliente, il Procuratore di Filiale, Maurizio Sala, figlio dell’ex Amministratore Delegato, viene a salutarmi e mi dice che è trasferito a Milano.  In realtà si verrà a scoprire che volevano, come otterranno, farlo uscire dall’azienda. E’ un po’ come la storia dello Zar di Russia ove vollero eliminare anche tutta la sua famiglia, in modo tale che non vi fossero più eredi.
Al posto di Sala venne una persona di fiducia dell’Amministratore  Delegato, un certo Mancini. Il Capovendite che era in Saigarage dal 1969 ed aveva 58 anni, quindi non uno sbarbatello, probabilmente ci rimase male : la logica delle cose avrebbe voluto che fosse  nominato lui Procuratore di Filiale. Sarà stato per questo motivo che una mattina anche il Capovendite, Marchesi, mi comunicò che aveva dato le dimissioni con decorrenza immediata. Così nel giro di un mese ci ritrovammo senza Capovendite e con un nuovo Procuratore di Filiale. Il problema è che Mancini andava e veniva tutti i giorni da Milano e quando andò a Roma per la presentazione della nuova Vectra, tornando a casa con il primo esemplare, una 20 i mistral grey così esordì in riunione con la forza vendite : << Ci hanno detto un sacco di cose, ma non me ne ricordo una ! Comunque qui c’è il faldone della presentazione: fatevelo passare e studiatelo>> Aggiunse poi:
<< Carlo, da oggi tu sei Responsabile di Salone.  Ti occuperai di fare gli ordini delle vetture, registrare i contratti dopo la mia approvazione, tenere i contatti con Milano ed occuparti di tenere in ordine ed allestito il salone.  Devi poi seguire l’officina autorizzata Braga. Lascia poi il tuo numero di telefono alla vigilanza >>. Non opposi resistenza.  Nei giorni successivi, mentre eravamo a prendere un caffè , Mancini, il Ferla ed io, Mancini ci confidò che non pensava di stare a Brescia per molto tempo, ecco perché andava e veniva e che “Milano” doveva decidere chi nominare Procuratore di Filiale e si parlava che la scelta sarebbe potuta ricadere su uno di noi due.  Sinceramente, vista la grande amicizia e stima che ho per il Ferla, se lui fosse diventato Procuratore di Filiale ed io ufficialmente Capovendite, con un adeguamento di stipendio, non avrei avuto assolutamente problemi.  Mancini poi mi propose di trasferirmi nell’ufficio di Marchesi, ma preferii rimanere nella mia trincea, visto che non avevo ricevuto modifiche economiche e pertanto il mio business era ancora legato alle provvigioni da sommare allo stipendio.  Inoltre perché non ambire a diventare Procuratore ?  Meglio lasciare le porte aperte.  A proposito di porte aperte, che allora non erano ancora intese come oggi…  A fine novembre ci fu il lancio della nuova Vectra al pubblico. Mancini non volle spendere soldi per un allestimento personalizzato. Nel passato con Sala avevamo fatto delle cose particolari:  dalla piscina con al centro la Kadett 4 porte, ad una grande lettera omega dorata sotto cui era esposta la nuova Opel Omega, ad una rappresentazione di un vecchio distributore per il lancio della Corsa Diesel.  Insomma eravamo abituati a delle presentazioni coreografiche.  Riuscii in extremis a convincere Mancini ad andare a comprare delle bottiglie di spumante e dei salatini da proporre su due tavoli al fine di fornire due punti di ristoro.  Fu una buona cosa, seppur minima, in quanto venne tanta gente, ma soprattutto tanta gente interessata e gente anche che non era mai stata cliente Opel. Segno quindi che la nuova estetica aveva colpito.  Ricordo che passai diverse sere presso l’officina Braga, ove sembrava di essere dal medico, tutti in attesa di parlare con me per ordinare la propria Vectra personalizzata.  Come accade quando un modello piace, le consegne si fecero subito lunghe, in quanto soprattutto si faceva fatica ad avere vetture da poter ordinare.
In compenso ci “rifilarono” le ultime tre Ascona: due 1300 LS mistral grey ed una CD 1300 dolphin grey.  Trovai un militare a cui piacque la mia Kadett LS Marseille Red e pensai di chiedere l’Ascona 1300 CD. Sapevo già come sarebbe andata a finire, mi diedero la 1300 LS. Dovevo trovare di vendere l’altra LS e poi la mia.  A questo punto la CD sarebbe stata mia…
Tra le novità di fine anno, si rese disponibile il motore 1500 della Corsa turbo diesel anche per le Kadett.  Inoltre venne introdotto l’intercooler sull’Omega Turbodiesel.
Il 31 dicembre decidemmo di passarlo tranquilli a casa con una bella cenetta a lume di candela.
Alle 23.30 squillò il telefono.  Era la vigilanza. Pare che stessero tentando di smontare delle ruote da alcune Kadett nuove che erano nell’area recintata, ma aperta, della Concessionaria.
Corsi subito sul posto. Per fortuna avevano approntato per uno smontaggio coordinato, ma poi, disturbati, erano fuggiti. A questo punto, a scanso di problemi, portai dentro queste cinque Kadett Club che erano arrivate il giorno prima e, visto che il 31 cadeva di sabato, le avevano lasciate fuori, per poi portarle lunedì a decerare.
Finiva così un anno molto sfaccettato, che prometteva un 1989 tutto da scrivere, come faremo, e da leggere, se avrete la voglia di seguirci in questa Auto…biografia.

Carlo Carugati  

Continua…       

 
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