Storie di auto e di famiglia... "dalle fiat 1100 alle Opel kadett" i racconti e le memorie di Carlo Carugati ripercorrono periodi e costumi dal 1955 agli anni 80... il 1988
 
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Dalle Fiat 1100 alle Opel Kadett storia d’auto e di famiglia
Cap. 10 Il 1989

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Lancia Delta 1300 –Citroen DSuper 5 

Ognuno di noi ha memoria degli anni ove gli eventi hanno cambiato il corso della propria vita. Per quanto riguarda la nostra storia, sicuramente il 1989 sia professionalmente che personalmente va contrassegnato tra questi anni particolari. Innazitutto il 1989 iniziò di domenica come il 2017 e questo è già un buon viatico per quest’anno. Il 1989 iniziava con il mio nuovo incarico di Responsabile di Salone prendendomi in carico alcune attività dell’ex Capovendite, tra le quali gli ordini mensili delle vetture.  In quel periodo, le assegnazioni erano insufficienti,  rispetto alle richieste.  La nuova Opel Vectra piaceva ad una clientela eterogenea e proveniente anche da altri marchi ed il numero di vetture che ci venivano assegnate per gli ordini erano insufficienti a permetterci di evadere le commesse in portafoglio.

Una Vectra GL 1600 ripresa durante il nostro viaggio in Germania

Anche la Kadett SW, in particolare la versione Club, era molto richiesta.  Non vi era il computer con lo stock in rete per vedere cosa vi fosse disponibile nelle varie Concessionarie.  Molto spesso telefonavo a destra ed a manca, nell’ambito del nord Italia, per vedere se qualche collega aveva qualcosa disponibile, di qualsiasi colore, da portare a casa per avere qualche pezzo in pronta consegna.  Verso la fine di gennaio trovai anche di vendere la mia Ascona 1.3 LS  mistral grey aziendale ed a questo punto avevo tutte le carte in regola per potermi immatricolare l’ultima Ascona C 1.3 CD Dolphin grey.  Il 4 febbraio andammo in scena con il nuovo spettacolo teatrale “Vittoriale Cabaret”, in due atti, sulla vita del vate Gabriele D’Annunzio.  Realizzazione sempre di Costanzo Gatta con la compagnia teatrale del Ventaglio. Il 5 febbraio, invece al Teatro S.Afra, per il Circolo Dordoni, il mio testimone di nozze, l’allora Redattore Capo del Settimanale Oggi , Renato Giuntini (del quale abbiamo già accennato nel passato)  presentò l’opera “Le Villi” di Giacomo Puccini, dove con la sua possente e calda voce toscana fece anche da voce recitante. Sempre in febbraio mi dissero che dovevo ordinare una Cadillac Seville per averla in stock per la filiale di Brescia. Feci, con il timore di sbagliare per un ordine così importante, una scelta quasi obbligata, ossia cercare un colore che potesse essere piacevole ai più.  Scartato il classico argento, optai per quello che in quel momento era il grigio più alla moda, un soft grey, molto vicino al mistral che tanto si vendeva sulle Kadett Sw.  Naturalmente full optional e per l’interno puntai su un luminoso bianco panna che era da abbaglio.  Feci un errore, visto con il senno di poi… Non ebbi il coraggio di ordinarla con la marmitta catalitica.  Dal 1988 anche nella gamma Opel vi erano modelli che, con supplemento di prezzo, si potevano già ordinare con la marmitta catalitica. In realtà, solo per gli amici dell’Alto Adige, ordinai qualche vettura con tale dispositivo. Ma oltre al problema del prezzo vi era un particolare tecnico che faceva da freno. Da qualche anno era scomparsa la benzina normale nei distributori di carburante, sostituita con la verde.  Naturalmente la verde era ancora una benzina di nicchia, (e non era raffinata come quella di oggi) anche se qualcuno, per risparmiare (visto che costava di meno della super) aveva cominciato ad usarla sulle vetture normali, alcuni variando l’anticipo perché si diceva che in alcuni casi faceva battere i motori in testa.  L’era degli additivi e protettivi per le valvole non era ancora arrivata. Il problema è che se mettevi la benzina super in una vettura catalitica rischiavi di rovinare il catalizzatore.  Da qui il mio “errore”/timore di ordinare la Seville  catalitica. Gli ordini si inviavano con una scheda/modulo cartaceo giallo chiaro, chiamato B80, che si compilava con tutti i codici che identificavano il modello, colori e optional.  Dopo qualche giorno dalla spedizione dell’ordine, mi arriva una telefonata dall’Ufficio Distribuzione della General Motors Italia. Al telefono un italo americano, il Dr. Tamburro, all’epoca responsabile per gli ordini delle vetture americane. Il Dr. Tamburro, con il suo italiano perfetto ma con accento tipicamente USA, mi dice che ha ricevuto il mio ordine, ma che vi è un problema… Quale problema ? Non avevo indicato il colore per il “piping”, il filo della cucitura della pelle… “ E’ importante ! “ mi disse.  Si poteva avere di due tinte: bianco e rosso. Se l’avessi presa per me avrei ordinato il rosso, ma dovendo sempre pensare con la testa dei possibili acquirenti optai per un più discreto bianco.  Intanto avevo targato, con un pizzico di orgoglio, la mia Ascona CD che faceva bella posta davanti alle vetrine del Saigarage.  Una mattina arriva un signore con una bella Ascona B 4 porte lusso emerald green. Parcheggia in fianco  alla mia Ascona. La guarda, ci gira intorno e poi entra.  Gli vado incontro e mi dice: << E’ in vendita quell’Ascona?>> Gli rispondo:  << Guardi l’ho appena targata, ho fatto a malapena 1000 km. Comunque se le interessa posso vendergliela!>>.  Come mi capita in queste occasioni, vendetti la vettura in dieci minuti.  Impiegai più tempo per andare in Valtrompia per andare a prendere il pagamento della vettura (buona parte in contanti, come accadeva allora).  Ed il giorno dopo ero nuovamente senza vettura. Visto che purtroppo Vectra non ve ne erano, optai per una Kadett 15 TD GLS 4 porte nero metallizzato.  A marzo l’amico e collega Piero Ferlucci, con il quale condividevo la candidatura come Procuratore di Filiale, diede le dimissioni. Si metteva in società con il titolare di un’officina autorizzata Opel che collaborava con noi. Fu qui che iniziarono per me i primi dubbi/sospetti, che la tanto ventilata candidatura, fosse solo una scusa per farci lavorare di più gratis, nella speranza di…  In effetti, io ora facevo il mio tradizionale lavoro di consulente vendite, più il lavoro del Capovendite, ma non avevo avuto nessun riscontro di tipo economico, in particolare per la parte fissa dello stipendio… Il fatto che l’amico Piero se ne andasse, senza aspettare di sapere cosa “Milano” decidesse e visto che era più “ammanicato” con Mancini (il procuratore di filiale pro tempore), con il quale andava anche a giocare a tennis, mi cominciò a far nascere qualche perplessità…   Sul fronte invece delle mie passioni, mi chiamò il marito della mia maestra, dicendomi che voleva cambiare la sua Citroen D Super5 del 1974 perché ormai troppo grossa per lui, e cercava una bella utilitaria usata. Proprio in quei giorni avevo ritirato una bella Renault R5 TL con la capottina in tela, argento metallizzato del 1984 con 37.000 KM.  Mi sembrò la vettura giusta da proporre. Allora la feci preparare esteticamente come si conviene e presi la scusa per andare a trovare la maestra.  Non accennai che ero andato da loro con la vettura che volevo proporgli.  Ci arrivammo dopo una mezzoretta di conversazione, quando, dopo aver parlato del più e del meno ed arrivati al punto in questione, ascoltate tutte le esigenze, esordii con questa formula :” Se vuole, ho qui fuori la soluzione alla sua ricerca!”   Il Signor Giunti, rimase molto colpito dalla cosa e vista la vettura, che piacque anche alla mia mestra, non esitò a definire l’ordine, nel quale ritiravo la DS… Nel rientrare, il mio istinto mi disse che la DS, azzurra con tetto grigio, 137.000 Km originali non poteva finire nelle mani di qualche commerciante del sud.  Del resto era da anni che desideravo avere un DS, da quando non avevo avuto il coraggio di chiedere per il DS 23 Pallas carburatori dell’amministratore di casa dei miei, venendo poi a sapere che l’avevano venduta, con fatica, poco prima che prendessi il coraggio di chiedere informazioni. Allora, chiesi a Mancini se potevo ritirare io direttamente il DS, anziché farlo entrare in azienda.  Mancini guardò il contratto, mi guardò e disse: << Contento te…>>  Ringraziai e quella fu la prima vettura che comprai per me nel 1989.  La parcheggiai giù in carrozzeria, per fare alcuni lavori, anche perché all’epoca non vi erano ancora le assicurazioni cumulative e il concetto di polizze per le storiche era ancora in embrione.  In più questa era una vettura che all’epoca aveva solo 15 anni quindi l’unica possibilità era quella di prepararla con calma e poi spostare l’assicurazione del Fiat 1100 Special su quella.  Il 26 marzo era Pasqua ed andammo al paese di Francesca, con il Biturbo, con gita a Cremona e salita al Campanile del Torrazzo. Forse per questo che il nostro primo figlio da piccolo sarà  molto attirato dai campanili e dal suono  delle campane.. Eh sì, la prima novità che fa parte di quei cambiamenti che ho annunciato al principio di questa puntata è che sarei diventato papà. Un figlio desiderato, dopo 7 anni di matrimonio era una tappa, programmata, importante. Francesca aveva puntato ad avere il suo “Ciccio Bello” in scala 1:1 per  Natale.
La conferma si ebbe nel corso del mese di aprile, ma non volemmo rinunciare al viaggio organizzato in pulmann, dal 29 aprile al 1° maggio, in Germania .  Peccato per il maltempo e la neve che trovammo nel tour di Innsbruck-Berghtsgaden-Rosenheim-Munchen- Nymphenburg-Prien sul Chiemsee-Herrenninsel con visita al Castello.

Una Kadett C 2 porte Special ripresa nel nostro viaggio in Germania

Qualche lieve nausea e fastidio, ma riuscimmo a portare a termine il tour.  Un giorno di maggio stavo chiudendo per ultimo il salone verso le 12.40, quando sento un clacson suonare e vedo una Volvo 740 GLE TD SW rossa  che viene verso di me. Si ferma e scende dalla vettura il Signor Maurizio Sala, il mio ex Capo (ex procuratore del Saigarage).  Mi dice che si è messo in società con lo zio, Dario Luraghi che ha una Concessionaria Volvo e sapendo la mia passione per le automobili mi lascia un libro sulla storia della Volvo  ed un pacco di depliants.  Mi dice che mi richiamerà, che ci dobbiamo vedere un giorno con calma.  Ringrazio e porto a casa con piacere questi depliants.  Naturalmente mi sono subito letto il libro sulla storia di questo prestigioso marchio svedese.  Nello stesso periodo viene a trovarmi l’amico e collega Bartolomeo Calabrese, per gli amici “Lilly” che mi propone di andare a lavorare per la Mercedes Bonera, sempre come consulente alle vendite. All’epoca, la Mercedes Bonera non dava la vettura aziendale. Avevi la possibilità di comprare una vettura a costo fattura, ma con tutte le spese a tuo carico.  Anche per questa ragione, oltre al fatto che, al momento, puntavo sempre a diventare procuratore di filiale, declinai, ringraziando, l’invito.  Sempre in maggio, un giorno mi arriva un imprenditore edile che voleva comprare l’Isuzu Trooper passo lungo 5 porte.  Voleva acquistarlo in leasing ed aveva una sua personale Lancia Delta 1300 beige mirabello, del 1981, con 60.000 km.  Dovete sapere che all’epoca, per il Saigarage era un problema fiscale ritirare vetture intestate privatamente a fronte di una vendita ad un leasing.  In questi casi bisognava trovare un commerciante od un privato che comprasse direttamente la vettura. Non ricordo quale fu l’ispirazione, ma, forse avendo già nostalgia della mia Delta 1500 che avevo venduto a fine 1983 (erano già passati quasi 6 anni), pensai e proposi a Mancini di comprarla io. Per Mancini, io od un altro commerciante era lo stesso, e non mi fece obiezioni. Mia moglie  non mi fece opposizione, anche perché le proposi di prendere la Delta per farci le vacanze e poi l’avrei messa in vendita al rientro.  Così feci preparare la vettura in carrozzeria, feci montare lo specchietto dx e sostituii le borchiette centrali grigie con quelle nere della serie ’82, per intenderci. Sostituii i tappetini, feci montare l’autoradio e Braga (l’officina Opel di Fornaci) fece il tagliando.  Devo essere sincero: sebbene nel 1980 beige non l’avrei mai presa, nel 1989 beige con l’interno a quadretti marroncini aveva il suo perché !. Rammento che andai a riprenderla da Braga, tagliandata, un giorno verso le 14.00. Quando fui in tangenziale, mi resi conto che non avevo preso la targa in prova e che non avevo ancora fatto il passaggio dell’assicurazione…   Panico… Se mi avessero fermato in quel momento, a parte la mia buona fede, ero rovinato.  Incontro importante, poi, quello successivo con Sala.  Mi propose di andare a lavorare per lui in Volvo. Avevano un progetto di sviluppo dell’azienda con alcuni incarichi specifici che mi avrebbero riguardato.  Esposi naturalmente anche a lui le mie speranze riposte nell’opportunità al Saigarage.  Mi fece mettere i piedi per terra facendomi capire quelli che erano i miei dubbi/sospetti sulla cosa. Mi disse che, per retaggio, “Milano” si fidava solo dei propri uomini e che era una pia illusione che uno di Brescia potesse mai diventare procuratore di filiale. La frase  che mi colpii fu : <<Faccia un investimento su se stesso… Noi siamo pronti a farlo su di lei!>>.  Non entro nel merito delle condizioni  economiche, ma posso garantirvi che erano di sicuro interesse, oltre alla conferma per la vettura aziendale.  Dovevo decidere io quindi… A metà giugno mi diedero per un weekend una Volvo 440  GLT, che era una vettura legata ad una iniziativa dell’Unicef. Tanti km facevi, tante lire la Volvo versava all’Unicef.

 In questa occasione andammo a Montagnana a fare un picnic.

Il 20 giugno, nuovo spettacolo del Ventaglio: “Alaguerre”, sul tema ovviamente degli aspetti della guerra, vista da varie angolazioni letterarie.  Nuovo cambio di vettura aziendale. Passai la Kadett TD al mio collega Stefano e mi diedero una delle prime Omega CD TD berlina del 1987 glacier blu, un fine full leasing. Rammento che aveva la frizione molto dura…

A luglio andammo in ferie, come programmato, con la Delta beige a Tremosine, in modo che eravamo abbastanza vicini a casa, nel caso ci fosse stato bisogno…

 Nel rientrare da Tremosine, scendendo da Limone, avemmo un problema con i freni della Delta… Probabilmente una bolla d’aria che mi accorsi stava riducendo la possibilità di frenare.  Riuscii a fermarmi ed istintivamente aprii il tappo del serbatoio del liquido freni, che non era calato.  Chiuso e ripartiti tornammo a casa senza problemi.  Tornati a casa, il mio vicino mi chiese se vendevo la Delta. L’aveva vista suo cognato, che aveva una Fiat 132 1600 azzurra metallizata, del 1979.  Risposi affermativamente e gli diedi la Delta, ritirando il 132. Anche questa vettura, memore dell’esperienza fatta in passato, non la vidi quasi nemmeno. La lasciai al distributore vicino, lavata dentro, fuori e motore. Una sera mi chiama il gerente dicendomi che aveva un cliente per la vettura, che però voleva solo la vettura, senza documenti e targhe. Allora si poteva fare la radiazione senza demolizione fisica della vettura. Feci così radiare la vettura.  Seppi poi dopo che l’acquirente, un agricoltore di non ricordo dove, usò questa vettura montando le targhe ed i documenti di un’altra Fiat 132 1600 sempre azzurra metallizzata che era di sua proprietà e che aveva probabilmente messo fuori uso.  Cose che allora accadevano nella nostra stravagante Italia.  Trasferii quindi l’assicurazione sul Citroen DSuper 5, che nel frattempo era venuto pronto. E venne il momento di scegliere. Restare al Saigarage, nella speranza di diventare procuratore di filiale o buttarmi in una nuova avventura con una persona ed un’azienda che mi davano fiducia ed un supporto economico degno di nota ? Certo, stavo per diventare padre, ma ecco: forse questo poteva essere uno stimolo in più per avere il coraggio di osare di fare un salto, un salto che già avevo rifiutato di fare altre volte, anche nel corso di questo 1989, come poco prima raccontato.  Così la mia risposta fu affermativa. Avrei dato le dimissioni a fine luglio ed avrei iniziato il 1° di settembre nella nuova azienda.  Ricordo quando il 31 luglio consegnai le mie dimissioni a Mancini, che proprio non se le aspettava. Provò a chiedermi se poteva fare qualcosa per farmi soprassedere, ma a quel punto anche la voglia di cambiare, con prospettive di guadagno superiori, non permetteva più ripensamenti.
Passai il mese di agosto a preparare le lettere per la mia clientela, per informarla del mio cambiamento professionale. Ebbi la soddisfazione che anche la dirigenza di Milano venne a salutarmi ed uscimmo con i colleghi a pranzo, ove cercarono di capire dove sarei andato, ma per tutti tenni la cosa risevata fino al 31 agosto. La sera del 31 Mancini venne a salutarmi prima che rientrasse a Milano. Ricordo che mi disse: <<Per te le porte del Saigarage sono sempre aperte!>>  Ritengo siano state parole sincere e mi fecero piacere.
Io offrii un aperitivo ai miei futuri ex colleghi, ai quali consegnai il mio nuovo biglietto da visita Volvo. Anche loro non se lo aspettavano. Erano convinti che andassi alla Mercedes.  Alla sera, dopo le prove teatrali, in pizzeria vendetti la mia ultima Opel per il Saigarage: una Opel Corsa Swing 3p rossa di un anno e 10.000 km che avevo ritirato da un mio cliente che era passato alla 5 porte.  La mia amica Adriana Lupatelli era rimasta senza vettura e le trovai questa soluzione che le diede servizio per tanti anni.  Così la mattina del 1° settembre 1989, prima di recarmi al nuovo lavoro, passai al Saigarage a consegnare al Rag. Taetti, il mio ultimo contratto fatto in data 31 agosto a cavallo tra le 23 e le 24 del nuovo giorno.
Il 1° settembre cadeva di venerdì.  Fu una giornata dove cominciai innanzitutto a prendere le misure con i colleghi, che erano due. Eligio Butturini, molto cordiale ed alla mano, e Boschetti, molto chiuso e poco espansivo.  Mi resterà in mente, quando alla sera chiusi  il cancello carraio, cancello che chiuderò tante volte fino alla  fine del 2005, insieme a Boschetti.  Lo salutai con il Tu ed egli mi rispose : << Gradirei che mi desse del Lei. Io ho certe abitudini>>.  Questo scambio credo che sia stata la conversazione più lunga che abbia fatto con questa persona.  Sicuramente un professionista, ma mi fermo lì… Mentre ottima intesa da subito con il magazzino ed in particolare con il Capo Officina  e l’Accettatore Pierangelo Pasini, persona altamente professionale con il quale si condivise anche la passione per le auto di interesse storico. Da lì un’amicizia e collaborazione che prosegue ancora oggi!  Il 7 settembre con Butturini andammo a Bologna alla presentazione della gamma ’90 della Volvo.  Tra le novità la gamma ristilizzata delle 740 – 760, ma la novità, che sarebbe stata un successo era la nuova versione semplificata della Volvo 240 chiamata Polar. La Polar altro non era se non una 240 GLE semplificata in qualche finitura, ma con di serie :chiusura centralizzata, tergilavafari, sedili anteriori riscaldabili, quattro poggiatesta, barre sul tetto, e veniva proposta ad un prezzo di 24.000.000 di lire quando la GLE standard sarebbe costata 28.300.000 lire. Sarà un successo clamoroso ed inaspettato, per una vettura a fine carriera e la prima Volvo per molti utenti di altre case.  Rientrato da Bologna, mi proposero, come vettura aziendale personale, una delle ultime Volvo 740 GLT 16V ante restyling.  La vettura era antracite, con tettuccio apribile e sedili in misto pelle velluto beige.  Non aveva l’aria condizionata, ma il confort e la qualità costruttiva di quella vettura  mi è rimasto impresso nella memoria. Venne targata di lì a pochi giorni con una delle targhe che mi è rimasta in mente BS B41100.  In questa nuova situazione, fermai la Citroen DS e rimisi l’assicurazione sul Fiat 1100 Special.  A fine anno entrava in vigore la normativa che prevedeva, all’epoca, il montaggio ed uso delle cinture di sicurezza su tutte le vetture che ne avessero avuto la predisposizione.  Così anche sul 1100 Special, la Kadett A e la 500 dovemmo montare le cinture.  Il 27 settembre si sposò mia cugina Raffaella, la figlia della zia Franca (colei che aveva la mia Delta rossa).  Avevo avuto l’incarico di realizzare il filmato del matrimonio.

Ne faccio menzione perché nel filmato vi è un’immagine della nostra Volvo, in parte alla loro nuova BMW 524 TD E/34 bianca .  Il 19 novembre partecipai ad un Raduno a Montichiari con il Fiat 1100 Special, che era stato lucidato di fino per l’occasione. Peccato che la giornata piovosa vanificò in parte il lavoro fatto. In quell’occasione incontrammo a Castenedolo il Professor Giuliano Ghisi, che era stato nostro insegnante di educazione fisica alle Medie Bettinzoli.  Domenica 26 novembre andammo alla tradizionale Fiera di Cristo Re.  La temperatura era scesa, anche se non eravamo  a zero.  Sarà stato questo, saranno stati i profumi dello zucchero filato, dei dolci, delle salsicce e della porchetta, le luci, il vocio delle persone, fatto sta che martedì 28 novembre alle 7.00 di mattina si ruppero le acque. Con valigetta e Volvo 740 siamo quindi partiti per il pronto soccorso dell’Ospedale Civile.  Era la seconda volta che mi capitava. La prima, se ricordate, fu con la Delta, nel 1981, quando portai in ospedale mia cognata. Forse l’uscita di casa presto, con il fresco, fece fare un ripensamento al piccolo nascituro, che decise di uscire a riveder le stelle solo nel pomeriggio dopo il thè delle 17.00.  Lo chiamammo Mirco con la C, per renderlo più facile da scrivere.   Descrivere l’emozione del momento è  difficile, se non impossibile.  Comunque chi di voi che legge è padre sa di cosa parlo.
Eravamo a casa da pochi giorni, quando mi invitano ad andare a Bologna in occasione del Motor Show  per visionare la nuova vettura Volvo ( che sarà presentata al pubblico nel 1990 ), la 460, e visitare quindi il Motor Show . Piacevole conversazione con il Dr. Sepe, allora Direttore Vendite della Volvo Italia, con il quale, ricordo, osservai come il lunotto della 460 mi ricordava quello della Cadillac Seville. Poi, visita al Motor Show, il mio primo Motor Show, ove allora vi erano tutti i costruttori e si respirava un’aria diversa da oggi. Al ritorno, nel primo pomeriggio, si vedeva  che vi era un po’ di nebbia all’orizzonte.  Esisteva ancora la barriera di Carpi.  Passata questa, tempo forse due chilometri, tutti fermi a causa di un incidente per la nebbia. Erano le 15.00 circa.  Non vi erano i cellulari. La Volvo 740 rimase accesa ed in coda a passo d’uomo tutto il pomeriggio, senza dare un minimo accenno di aumento della temperatura dell’acqua.  Riuscii ad uscire dall’Autostrada, a Mantova alle nove di sera. Al primo bar, tutti in coda per telefonare.  Come cambiano le cose quando hai a casa che ti aspettano non solo la moglie, ma anche un piccolino!!!  Dopo due chilometri da Mantova, la nebbia svanì ed il rientro fu più leggero. 
Il 1989 si avviava verso la sua naturale fine.  Ultimo aneddoto.  Credo che abbiate sentito il detto: “è durato da Natale a S. Stefano”. Causa furto, questa fu la durata del copriauto nuovo che i miei mi regalarono per il Natale 1989 da mettere sul 1100 Special, che, visto che in questa prima fase si usava poco e rimanendo all’aperto si voleva preservare.  Ancora qualche anno ed avremmo risolto anche questo problema.  Il nuovo anno si presentava sotto i migliori auspici.  E quali le novità nella nostra “Auto…biografia”?  Lo scopriremo nella prossima puntata.     

Continua…
Questa puntata è dedicata al Prof. Helmut Heinz

Carlo Carugati  

 
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