Storie di auto e di famiglia... "dalle fiat 1100 alle Opel kadett" i racconti e le memorie di Carlo Carugati ripercorrono periodi e costumi dal 1955 agli anni 80... il 1997
 
 
 
 
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Dalle Fiat 1100 alle Opel Kadett storia d’auto e di famiglia
Cap. 18 IL 1997

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Opel Ascona A 1.6 SR 4 porte 1974

Il 1997 iniziò di giovedì, dopo che una spruzzata di neve aveva imbiancato il 31 dicembre 1996, con un classico: il pranzo a casa nostra, con genitori e fratello, ascoltando in sottofondo il Concerto di Capodanno da Vienna, diretto, nell’occasione, da Riccardo Muti. Quell’anno scaricai il residuo ferie che avevo, così da riprendere il lavoro il 7 gennaio.  Questi giorni mi servirono anche per realizzare che non avevo più l’auto aziendale e che quindi dovevo “nominare” una delle mie vetture, come auto di servizio.

Come anticipato, la scelta cadde sulla Opel Kadett B LS 4 porte del 1969, scelta che mi parve come una continuazione con la prima auto di servizio, che era stata, dalla fine del 1982 all’autunno 1983, la Opel Kadett A del 1963, quando ero al Saigarage. Feci fare un controllo ultimo al buon Delso Braga, feci aggiungere, all’olio motore e cambio/differenziale, un additivo, riduttore di attriti, che avevo preso al Motor Show di Bologna, una bella preparazione estetica, per quello che si poteva, fatto il pieno di rossa, anche se costava più della verde, ed il 7 gennaio, anziché andare ad un raduno, andai al lavoro. 
Quello che non potevamo aspettarci, dopo un 1996 critico, è che nel 1997 ci saremmo trovati, per la prima volta, dopo i periodi degli anni ‘80 con i primi finanziamenti di 6.000.000 di lire in 24 rate a tasso zero, assediati da clienti che volevano un’automobile nuova! Si apriva una stagione di boom eccezionale, segnando una svolta storica dopo anni di stagnazione. La causa di questa esplosione delle vendite fu l’introduzione dei primi incentivi statali alla rottamazione, varati dal governo Prodi alla fine del 1996 ed operativi proprio dal 7 gennaio 1997 e fino al 30 settembre 1997.  La differenza con gli incentivi più recenti era che non vi fu un budget che limitava la possibilità di accedere. Questo, oltre al fatto che la gente era per la prima volta che si trovava in questa opportunità, unita alla possibilità di finanziare parte dell’acquisto, sostenuta poi da un certo effetto “Anche io Aperol”, come recitava la pubblicità, avvicinò molti a valutare di “farsi l’auto nuova”.  

  • Incremento immediato: Già a gennaio 1997 si registrò un aumento delle vendite del 4,4% rispetto all'anno precedente, che divenne un vero "boom" nei mesi successivi (marzo segnò un incremento del 35% complessivo).
  • Contesto normativo: Dal 1° gennaio 1997 era entrata in vigore la normativa Euro 2, facendo passare il messaggio che le auto erano più moderne e meno inquinanti rispetto al parco circolante obsoleto dell'epoca. 

Impatto degli Incentivi: Gli incentivi prevedevano un contributo economico, che spiegheremo, per chi rottamava un'auto “vecchia” (così definita se con oltre 10 anni di età) acquistandone una nuova. Questo meccanismo non solo svecchiò il parco auto, ma diede una forte spinta alla produzione industriale e all'occupazione nel settore. Dall’altra parte introdusse un “pericoloso” precedente, che ancora oggi (2026) comporta fermi o movimenti delle vendite. 
Ecco come esordiva la legge:
“Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, ed in particolare l'articolo 29 che disciplina il contributo per l'acquisto di autoveicoli nuovi a fronte  della  rottamazione di analoghi beni usati;


Art. 29
Contributo per l'acquisto di autoveicoli nuovi
a fronte della rottamazione di analoghi beni usati

  •  Alle persone fisiche che acquistano in Italia, anche in locazione finanziaria, un veicolo nuovo di fabbrica e che consegnano per la rottamazione un veicolo immatricolato in data anteriore al 1° gennaio 1987 è riconosciuto un contributo statale fino a lire unmilionecinquecentomila per i veicoli di cilindrata fino a 1.300 centimetri cubici e fino a lire due milioni per i veicoli di cilindrata superiore, sempre che sia praticato dal venditore uno sconto almeno pari alla misura del contributo. Il contributo è corrisposto dal venditore mediante compensazione con il prezzo di acquisto.”

Ma non era finita qui, perché con il conteggio che si doveva fare, lo sconto al cliente diventava, ad esempio per una vettura oltre i 1300 cc, di 4.380.000 lire. Ed allora ecco la simulazione di un preventivo:
Ecco come dovevamo fare il conto:
Listino vettura iva compresa al netto della ipt: 20.000.000 lire
Bisognava scorporare l’iva del 19%
16.806.722 lire
Togliere lo sconto concessionario di 2.000.000 per vetture oltre 1300 cc
14.806.722 lire
Aggiungere l’iva
2.813.277 lire
Totale 17.620.000 arrotondato-
Togliere i due milioni da parte dello stato
15.620.000 lire
Ecco che il risparmio cliente era di 4.380.000 lire.
Un altro esempio:
Listino vettura iva compresa al netto ipt: 15.000.000
Al netto iva                                                                  12.605.042
Tolto lo sconto conc                                                     10.605.042
Iva 19 %                                                                       2.014.957
Totale                                                                         12.620.000
Sconto stato                                                                  2.000.000
Scontato al cliente                                                        10.620.000
Il risparmio era sempre per il cliente di 4.380.000 lire
Quindi lo sconto a carico del concessionario era di 2.380.000 del quale, normalmente, 1.000.000 di lire era compensato da un contributo del costruttore. 
Comunque, grazie a questi incentivi, nel momento in cui la gente si rese conto della grande opportunità, ci furono veramente le code e le attese per comprare le vetture. Come Opel, Corsa ed Astra furono ovviamente le più gettonate. Aumentarono quindi anche le vetture da ordinare e ogni tanto mi dilettavo ad ordinare qualche vettura con colori ed accessori particolari.  Questa cosa di essere costretti a rottamare, mi cominciò però a creare anche tristezza. Perché? Cosa accadeva? Dovendo ritirare vetture da radiare, i venditori non uscivano spesso per vedere la vettura da pressare e dall’altra parte non avevamo la possibilità di salvare tutto quello che mi sarebbe piaciuto salvare.  Certo, molte vetture erano veramente dei rottami tenuti in maniera veramente indecente, da chiedersi come facessero ad andarci in giro. Ricordo nel piazzale alcune vetture interessanti: Citroen D Super, Porsche 924, Maserati 425, Fiat 128 SL. Ma quella a cui lasciai il cuore è quella della quale ora vi racconto.  Era un giorno come tanti. Quella mattina uno dei miei consulenti alle vendite era assente per il suo turno di riposo. Venne però una sua cliente, accompagnata dai genitori, non più giovani, ma gli zii o nonni che tutti avremmo apprezzato, per il modo educato di porsi e curato, senza sfarzo, nell’abbigliamento. Ritiravano per la figlia una bella classica Opel Corsa Swing 1.4 60 cv 3 porte rossa. Naturalmente mi occupai io della consegna.  Leggo che vi era una vettura da rottamare, una Giulietta 1,3 del 1978. Chiedo: “Dove è la vettura?” Mi risponde il padre dandomi le doppie chiavi: “E’ lì fuori, appena avanti”. Mi trovai davanti ad una vettura che sembrava una delle mie, tenuta veramente bene. Era blu olandese con l’interno in tessuto/vellutino beige. Aveva ancora quel caratteristico profumo dell’interno delle Alfa Romeo che ben conoscevo.  Guardo il tachimetro a 5 cifre: 37654 km.  Giro il quadro e parte senza un sussulto o indugio. Schiaccio il pedale della frizione: morbido il cambio, senza giochi.  Peccato solo fosse una 1300 ma era molto bella, certamente un peccato doverla radiare, ma non potevo salvarla. Ma la ferita al cuore, che mi è rimasta per tutta la vita, fu quando, rientrato, dissi al padre: “Complimenti, per una vettura di 137.000 km, tenuta molto bene”. Il padre replicò: “Guardi che sono 37.000 km. Solo che io adesso non la guido più e per mia figlia era troppo grossa!”  Rimasi quasi tramortito, ma avevo appena salvato un’altra vettura e non potevo salvare anche questa...  Quale era questa vettura? Era un’automobile che mi faceva ritirare l ’amico, nonché titolare, Leo Gruber dell’Auto Gruber di Lana (BZ), officina autorizzata Opel, che mi dava per rottamazione una Opel Ascona A restyling 1974 4 porte 1.6 SR di colore ocra con 70.000 km a fronte dell’acquisto di una Opel Corsa 1,4 60 cv Swing 5 porte di colore Rio verde.

Non potevo non salvarla! Così, messa in pausa la Kadett B LS, la mia nuova auto di servizio divenne l’Ascona. Grande mezzo, 80 cavalli, agile, non consumava molto. Dovetti cambiare gli ammortizzatori, il terminale di scarico ove venne messo quello sportivo doppio, qualche lavoro di tappezzeria ai sedili, cambio della batteria ed un classico tagliando.

Ma vi fu una bella novità: per dicembre 1997 sarei diventato padre per la seconda volta. Evento desiderato, direi programmato, ma tra il dire ed il fare vi è sempre anche una volontà superiore dalla quale dipendiamo!  A questo punto dovevamo dirlo anche al primo figlio, Mirco, che andava per gli 8 anni. Rammento che la cosa che lo rassicurò ed anche gli piacque fu quando gli dissi che: “tu comunque resti il figlio primogenito e dovrai avere molta cura di lui!” Questa affermazione gli scatenò un tale entusiasmo, che si mise a saltare sul divano, dicendo: “Io sono il figlio primogenito!” Diciamo che la prese bene.  Sarà stata forse questa notizia, che mi fece pensare che potevo rischiare a provare di ordinare una vettura nuova, da tenere 4 mesi e sperare di rivendere entro quel tempo per evitare di pagarla o doverla restituire. Scelsi quindi di ordinare una Vectra B 2.0 CDX 4 porte, colore neutro, Star Silver ed interno nero, che purtroppo nel my ‘97 non era più in pelle di serie, però aveva il climatizzatore automatico e la ordinai con la predisposizione per il telefono. Questo perché pensai che fosse ora di farmi il cellulare, dato poi che era stata tolta la tassa dello Stato di 200.000 lire per poter avere la linea. Scoprii poi che la predisposizione era parziale, molto parziale, ossia vi era l’antenna sul tetto con il cavo che arrivava davanti, ma poi, in base al telefono che si acquistava, bisognava ordinare tutto un kit apposta. Per fortuna, allora si riusciva ancora a parlare con le persone e non solo con i numeri verdi.  Scoprii che anche in Opel erano alle prime esperienze con questi kit viva voce.  Comunque, riuscimmo a trovare la quadra.

La Vectra 2.0 CDX arrivò una mattina di fine maggio 1997

La vettura arrivò in tempi molto veloci e dotato di macchina fotografica, quando la vidi nel computer in stato 48, che significava: in dogana, fui pronto la mattina che arrivò, insieme ad alcune Corsa ed una Tigra.

Notare la differenza di costo tra la benzina verde e la Super!

La portai subito a decerare dai f.lli Rosa, che allora ci seguivano, e la potemmo inaugurare il 15 giugno con una gita a Mantova, ove andammo a trovare il Pastore che ci aveva sposati nel 1983, Felice Bertinat, al quale annunciammo anche la lieta e prossima nascita, prevista per dicembre.  Era uso in quegli anni, a giugno, di fare una gita con picnic e così si fece, noi con la nuova Vectra B 2.0 CDX ed i miei con la Vectra A 2.0 CD.

Il percorso, nel Veneto, si dispiegò tra Bertesina, Angarano, Mussolente, San Zenone degli Ezzelini (dove ci fermammo per il picnic), Asolo, Possagno (con foto nel piazzale del Tempio e Casa Natale del Canova) per finire a Soave, da Coffele, per l’acquisto del prelibato spumante Recioto.

La Vectra 2.0 CDX posa davanti al Tempio del Canova

Dal 21 al 27 luglio avevamo programmato le ferie a Rivazzurra di Rimini; Francesca, in attesa, non sarebbe venuta, ma saremmo andati io e Mirco insieme ai miei genitori e fratello, più la zia Franca e lo zio Luciano, con la Delta. Qualche giorno prima della partenza non mi va in crisi il clima automatico? Vi era da sostituire la centralina del clima, ma era un nuovo sistema e quindi ci voleva tempo per averla.

Copertina della Brochure che avevamo autoprodotta per il lancio del Sintra

Parlando con Maurizio, mi propose di prendere in utilizzo, per le ferie, il Sintra 2,2 GLS benzina da 141 CV, dimostrativo, che tra l’altro, essendo un 7 posti, ci consentiva di andare con una vettura sola.

Lo ringraziai e così facemmo.  Purtroppo, scoprimmo poi che quello sarebbe stato l’ultimo anno al Villino dei coniugi Castellani in Via Sobrero 38 a Rivazzurra di Rimini. Avevano deciso di ritirarsi e restaurare la casa.  In agosto, ripresa la Vectra, facemmo, con questa, un tour di 13 località venete in un giorno, iniziando da Salizzole per finire a Bagnolo di Lonigo.  E venne settembre, ove abbiamo detto che vi erano due scadenze: la prima, la chiusura della prima fase della rottamazione, che poi sarebbe proceduta, ma con un contributo inferiore; poi dovevo trovare di vendere la Vectra. Per quanto riguarda la rottamazione di stato, uno degli ultimi clienti, amici, che ne beneficiarono, fu l’amico Costanzo Gatta, che mi diede (ed anche qui non potevo salvarle tutte) la sua Manta B 2.000 CC Berlina del 1979 per prendere una nuova Tigra 1.4 con aria condizionata Spectral blu.

L’Ascona A con i cerchi ATS da 6 pollici. Notare il terminale sportivo di scarico.

Ne approfittai per recuperare il volante sportivo a tre razze ed i cinque cerchi in lega ATS, che montai ovviamente sulla Ascona A.  Per la Vectra trovai invece un assicuratore che cercava una sostituta ad un’Alfa Romeo 155, che aveva venduto. La Vectra, sia per la versione e motore, ed ovviamente per le condizioni, aveva solo 4000 km, la prese di buon grado anche con un finanziamento che mi permise di chiudere brillantemente l’operazione. Il nuovo acquirente si terrà stretta la Vectra, per dieci anni e sarà radiata per esportazione nel settembre 2007. Così ripresi a lavorare con l’Ascona A 1,6 SR.  In autunno si valutò di procedere per la seconda volta al restauro della Fiat 500 della mamma. Questa volta il lavoro venne affidato a Maurizio Medeghini, allora titolare della Carrozzeria Gamma di San Vigilio di Concesio. Il restauro di carrozzeria fu importante e l’up-grade fu quello di cominciare ad inserire finiture Giannini, che erano la premessa per quello che sarà il finale restauro dopo il 2010.

Dal primo ottobre 1997 al 31 gennaio 1998 la rottamazione di stato proseguirà ma con il contributo unificato e ridotto dello stato, per qualsiasi cilindrata, a 1.500.000 lire. Il 21 novembre ci fu un evento particolare: Un concerto di pianoforte, alla tastiera mio fratello, che eseguiva in prima esecuzione assoluta il “Poema Mistico” scritto dal nostro amico di famiglia Elio Rampa, scomparso nel 1987. Io lessi le “Beatitudini”.
Lunedì 8 dicembre, si ruppero le acque; partenza con l’Ascona per l’Ospedale dove, senza tante attese, nacque Roberto! Anche in questa seconda occasione il “Ciccio Bello” che Francesca aveva programmato per Natale, anticipò di un paio di settimane. Tutto bene e grande felicità. 
Un anno straordinario si stava per concludere: Numeri e Crescita

  • Record di vendite: Il 1997 si concluse con circa 2,4 milioni di immatricolazioni, un volume che riportò l'Italia al quarto posto tra i mercati mondiali, dietro solo a USA, Giappone e Germania.

Modelli e Marchi Dominanti

  • Fiat Punto: Era l'auto più venduta in assoluto in Italia e, proprio nel 1997, divenne l'auto più venduta in Europa, superando la Volkswagen Golf.
  • Classifica dei modelli: Alle spalle della Punto si posizionarono modelli come la Volkswagen Golf e la nostra Opel Astra.
  • Successi stranieri: Il marchio Ford e Opel registrarono crescite a doppia cifra, approfittando della spinta degli incentivi.

Novità di mercato: Fece la sua comparsa la Renault Scénic, che inaugurò il segmento delle monovolumi compatte e fu eletta "Auto dell'Anno 1997". Ma da ricordare anche l’anteprima dell’Alfa Romeo 156 a Francoforte.
E per noi di Opel? Il 1997 fu un anno di transizione e consolidamento per Opel, caratterizzato principalmente dal tramonto della prima generazione Astra (F) e dall'introduzione di nuovi concetti di mobilità familiare e tecnologica, in attesa del debutto della nuova Astra G l'anno successivo.
Ecco le principali novità e i modelli chiave del 1997:

  • Opel Sintra (1997-2000): Il debutto principale dell'anno era stato il Sintra, un minivan di grandi dimensioni destinato alle famiglie, noto per lo spazio a bordo e per soluzioni di sicurezza all'avanguardia per l'epoca e che ebbi modo di testare su strada. Interessante la versione 3.0 V6 24V da 201 CV con cambio automatico in dotazione e portellone laterale ad apertura elettrica.
  • Ultimo anno dell’Opel Astra F: Nel 1997 la Astra F chiuse il suo ciclo produttivo (1991-1997), confermandosi la Opel più venduta di sempre (circa 4,13 milioni di unità) con versioni 3/5 porte e Caravan.
  • Opel Corsa B: Nel 1997, la Corsa B (prodotta dal 1993 al 2000) continuò a riscuotere successo, consolidandosi come una delle compatte di riferimento con i suoi 3729 mm di lunghezza.
  • Opel Astra G (Anteprima): Anche se il lancio commerciale avverrà nella primavera del 1998, il 1997 è stato l'anno in cui si sono definiti gli ultimi dettagli della seconda generazione (Astra G), caratterizzata da carrozzeria interamente zincata. 

In sintesi, il 1997 rappresentò per Opel l'anno del "ponte" tra due generazioni di Astra e il tentativo di presidiare il segmento monovolume con il Sintra anche se tale successo si concretizzerà solo nel 1999 con l’arrivo della Zafira.
Sul fronte personale, un anno impegnativo ma con risvolti soddisfacenti e la gioia di un secondo figlio.
La fine degli incentivi, seconda parte, era prevista per il 31 gennaio 1998. Come sarebbe andata poi?                                                                       

 

Carlo Carugati per kadett.it

To be continued...                                 

 

 
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